Un’Alfa GTV da 617 cavalli alla ruota. Che, tradotti, diventano circa 726 cavalli. Una vecchietta mica male, in grado di attaccare al sedile.

L’Alfa GTV di cui vi parleremo è speciale. Alcune colpiscono al primo sguardo, altre in un secondo momento. Altre, invece, vi prendono alle spalle.

La GTV di Morten Ruud era l’unica vista dagli scrittori di SpeedHunters ai box di Gatebil Rudskogen, ad un track day. Questi discutevano della giornata appena trascorsa, quando uno dei due chiese all’altro se aveva visto l'”Alfa Romeo rossa“. L’unica in pista, con un intercooler anteriore e radiatore posteriore. E subito dovettero andare a guardarla.

Chiunque fosse stato alla guida della vettura, aveva ottenuto un tempo molto buono. Anche troppo. E rispetto ad altri circuiti, era un circuito favorevole alla GTV. Nonostante sul lungo perdesse terreno, dopo un paio di curve ricompariva e sembrava più veloce di molte altre vetture del gruppo.

Le Alfa molto, molto anziane e non ben tenute non sono molto affidabili. Ma cosa succede quando si modifica praticamente ogni componente, come ha fatto la RR Motors sull’Alfa GTV di Morten?

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Una preparazione interessante

La carrozzeria spigolosa rimane invariata. E nonostante il passaggio dal bianco della precedente apparizione del 2013 all’attuale rosso, ed il grande paraurti installato, l’auto rivela la purezza delle sue linee originali degli anni ’70.

Le prese d’aria posteriori consentono di capire dove è installato il radiatore. Qui si può vedere l’ingresso pressurizzato del carburante a sinistra, con il punto di estrazione dell’aria sulla destra. Quindi, se questo è ciò che si vede al posteriore, come si giustifica l’anteriore?

Il motore V6 montato longitudinalmente come all’uscita dalla fabbrica – ma a differenza del motore originale da 2,5 litri, questo è un 3.2 V6 24V derivante da un’Alfa 147 GTA. Sulla 147 sarebbe stato montato trasversalmente e con trazione anteriore. Ma RR Motors ha utilizzato una versione modificata del carter originale della GTV per trasformarlo in un motore dedicato alla trazione posteriore.

E poi c’è il turbo. Un Comp Turbo CT3B 62-67, installato su dei collettori di scarico creati su misura e che si estendono verso la parte anteriore del vano motore. Un sistema di gestione motore Autronic SM4 fa in modo che tutto funzioni.

Il risultato sono ben 617 cavalli alla ruota e ben oltre 950 Nm di coppia. Se esiste un motore più potente derivante da un V6 Alfa Romeo, noi certamente non ne abbiamo sentito parlare.

Freni

Questo motore spiega perché è così veloce in pista. E perché, in alcune occasioni, l’auto perde trazione se provocata troppo. Un’evenienza molto rara, perché a differenza della maggior parte delle auto molto potenti che si vedono a Gatebil, l’Alfa GTV è stata costruita per la tenuta. Morten ha ricevuto la GTV quattro anni fa per Corsa Italiana – una competizione nazionale norvegese per le auto italiane con più di 15 anni.

Nel corso della sua vita c’è stato un costante sviluppo del telaio e oggi è dotata di un incredibile ibrido di parti.

I freni generosi erano normali, ma passare ad Alcon è un passo votato alla qualità e non alla quantità. Detto questo, le pinze a quattro pistoncini dotati di pastiglie Ferodo da competizione fanno un lavoro più che adeguato, date le dimensioni e il peso della vettura.

Sospensioni

Se avete guidato una macchina con le slick, saprete quanta differenza questa modifica può fare. Non ci vuole un genio per capire l’aumento di superficie di contatto. Ma i cambiamenti interessano anche le sospensioni, rendendosi evidenti quando la GTV è in velocità. I coilover regolabili Intrax vengono utilizzati su entrambe gli assi, nonostante il mantenimento del ponte De Dion. Ma sono stati modificati per una maggior campanatura. Il montante anteriore è realizzato a partire da quello di una Volvo V70/S80, con bracci superiori e inferiori su misura.

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Quando le persone sono diffidenti nei confronti di un produttore è generalmente a causa di qualcosa che non capiscono. Prendete un motore rotativo Mazda per esempio, o in questo caso la scelta di Alfa Romeo di montare il cambio nella parte posteriore, con il differenziale. Questo ha senso però – c’è l’aspetto distribuzione dei pesi per cominciare, e la possibilità di avere il motore montato più indietro nel telaio, senza doversi preoccupare dell’impatto che una trazione posteriore convenzionale potrebbe avere sullo spazio dell’abitacolo.

Gli interni

Il resto degli interni è comune alle auto da competizione. Le protezioni sono di primaria importanza, ed il roll bar aggiunge la rigidità necessaria alla scocca. Ma all’interno vi sono alcune cose interessanti. Come come lo sterzo, ben sporgente col suo sgancio rapido. Guardate la maggior parte delle auto da corsa e vedrete che la distanza tra guidatore e sterzo è spesso minore di quanto ci si aspetterebbe. Proprio per dar maggior controllo con le braccia piegate. Il conducente è aiutato anche dal servosterzo elettrico, proveniente da una Opel Corsa.

E’ anche a portata di mano l’interruttore di accensione e l’indicatore di cambiata ad LCD. Una cosa essenziale quando si ha un cambio sequenziale e, soprattutto, quando le cose si fanno dure.

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Dettagli

Questa è una macchina in cui si deve guardare più a fondo per veder davvero i dettagli. La pedaliera Tilton sembra molto delicata, ma ben equilibrata – proprio come il resto dell’Alfa GTV. E nel cofano motore tutto è ovviamente speciale. La scelta del motore è intelligente e sembra quasi una naturale evoluzione piuttosto che una partenza alla ricerca della potenza.

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