Biesse Racing ha testato al banco la nuova Giulia con un risultato che va oltre le aspettative, ecco come si comporta il nuovo 2.2 JTDm

Abbiamo già parlato delle modalità della prova al banco di Giulia 2.2 JTDm 150 cv ad opera di Biesse Racing (qui l’articolo), ora andiamo a vedere nello specifico i risultati.

Partiamo col dire che le condizioni ambientali erano buone, circa 25 gradi, 99.8-99.9 mbar di pressione e 41-42% di umidità.

Premessa:

Esistono due tipi di valori da tenere in considerazione:

  • La potenza Motore.
  • La potenza alla ruota

La potenza motore è il valore dichiarato,in genere, dalla casa. Parliamo di potenza alla ruota, invece, per definire lo stesso valore al netto delle perdite dovute alla trasmissione.

Biesse Racing per Giulia: 160 i cavalli reali, ecco i dettagli
Alfa Giulia in attesa del test – Foto: Biesse Racing

Per quanto riguarda la Giulia JTDm (150 cv), i valori dichiarati dalla casa sono appunto 150 cv a 4.000 giri al minuto per 380 Nm di coppia, disponibili già a 1.500 giri.

La prova al banco ha però evidenziato come il valore sia leggermente diverso, infatti i ragazzi di Biesse Racing hanno misurato circa 390 Nm a 2.150 giri ( di cui 375 Nm disponibili già a 1.700 giri), per 160 cv a 3.700 giri.

Valori dichiarati Valori reali Valori “notevoli”
Potenza 110 kW (150 cv) @ 4.000 rpm 117,7 kW (160 cv) @ 3.700 rpm 105 kW (143 cv) @ 4.300 rpm
Coppia 380 Nm @ 1.500 rpm 390 Nm @ 2.150 rpm 375 Nm @ 1.700 rpm

Per quanto riguarda questi dati, si può tranquillamente pensare che l’Alfa Romeo abbia deciso di dichiarare valori ottenuti in condizioni sfavorevoli, evitando di esprimere valori troppo alti per non “deludere” le aspettative in caso di prove in condizioni sfavorevoli. La stessa Biesse Racing stima, infatti, una perdita vicina al 3-4% in caso di temperature esterne superiori ai 30 gradi.

La linearità del motore

Altri dati importanti riguardano il comportamento del motore. Che, infatti, si è dimostrato molto lineare e sfruttabile.

Il 96,1 % della coppia è disponibile da 1.700 giri, rendendo quasi nullo il turbo-lag. Si tratta di una scelta tecnica che va a favorire una progressione lineare del motore.

Valore non di poco conto per un motore turbo diesel è la continuità anche dopo aver raggiunto il picco massimo. Questa versione del 2.2 JTDm, infatti, cala in maniera graduale fino a toccare il minimo di 143 cv a 4.300 giri, vicino al limitatore.

Biesse Racing per Giulia: 160 i cavalli reali, ecco i dettagli
Alfa Giulia, grafico dei test al banco rulli – Foto: Biesse Racing

La potenza alle ruote e l’importanza dell’albero in carbonio

Per apprezzare appieno un’auto come Giulia bisogna incrociare i risultati ottenuti al motore con quelli ottenuti alla ruota. E questo a prescindere dal fatto che di tratti della motorizzazione meno performante.

Mettendo in movimento diverse parti meccaniche, la potenza alla ruota è sempre inferiore rispetto a quella in uscita dal motore.

Il punto di forza di Giulia è il suo sistema di trasmissione.

Essa eredita direttamente dalla Giulia Quadrifoglio il famigerato albero di trasmissione in carbonio. Un componente inedito su una vettura di serie, che garantisce allo stesso tempo leggerezza e rigidità torsionale da primato.

Eliminando masse in movimento e favorendo la progressione del motore si riduce lo stress a cui questi è sottoposto. Oltre ad una potenza dissipata minore rispetto ad alberi tradizionali, si ottengono migliori risultati su consumi e l’accelerazione.

Con una percentuale di energia dissipata del 13%, otteniamo alla ruota un valore massimo di 102,2 kW. L’equivalente di circa 139 cv, con una percentuale di energia dissipata in linea con il 12% dichiarato da Alfa.

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